Insieme per una nuova civiltà, la civiltà dell'amore
La nostra civiltà ci ha consentito di realizzare obiettivi affascinanti, ma non ci ha aiutati a debellare in noi l'egoismo, l'orgoglio, la presunzione. Ed eccoci a fare i conti con una gran brutta realtà fatta di rancori, odi, massacri e angoscia planetaria!
La palla quando tocca il fondo rimbalza. Non so se abbiamo già toccato il fondo o stiamo per toccarlo, ma so che non possiamo restare a lungo nella nostra brutta situazione. Più fonda è la notte più vicina è l'alba. Non so se siamo arrivati alla fase più avanzata della notte, ma so che l'alba di luce che tutti attendiamo non verrà naturalmente.
Nella vita dell'uomo e dell'umanità non esistono automatismi che prescindano da un libero, serio impegno personale e collettivo! Ecco allora una proposta che in questi giorni ho tanta voglia di fare a me stessa e a tutti: e se insieme ci impegnassimo seriamente a pensare come realizzare concretamente in noi e intorno a noi una nuova civiltà, la civiltà dell'amore?
Leggo già l'espressione di compatimento sul volto di tanti amici nei confronti di questa mia nuova "ingenuità". Ciò che propongo non è facile, lo so. Ma chi mi conosce sa bene che parlo come credente cristiana, certa non solo che con l'aiuto di Dio tutto è possibile, ma che è Dio Stesso a volere sulla terra la civiltà dell'amore, in cui ormai pare risieda la vita stessa dell'umanità. E come cristiana so pure, almeno un pochino, come si comporta Dio con i Suoi figli. Contrariamente a Satana che trasforma in burattini, in esseri acritici, incapaci di pensare e di volere coloro che, con la seduzione e l'inganno riesce a intrappolare nella sua rete, Dio, dopo averci creati spiriti liberi incarnati in corpi di carne, si è sempre rapportato e continua a rapportarsi con noi come un padre che attende con pazienza dai figli una collaborazione libera, attiva e creativa. Ci ha voluti a Sua immagine e somiglianza, ha impresso in noi il Suo personale sigillo, ci ha trasmesso il Suo DNA. Nel profondo della nostra complessa realtà umana ha fatto brillare la luce della ragione e risuonare chiara e forte la voce della coscienza perché sempre e ovunque avessimo limpida la consapevolezza della nostra totale appartenenza a Lui.
Eppure, nella Sua infinita coerenza, non ha impedito che i nostri progenitori corressero ingenui dietro alla loro assurda pretesa di essere come Lui senza di Lui, di decidere essi stessi ciò che è bene e ciò che è male e di sperimentare il male contro il Suo volere; come non ha impedito che l'umanità in massa per secoli e millenni si muovesse in direzione opposta alla Sua. Ma ad un certo momento ha deciso di scegliersi un Popolo e lo ha formato personalmente perché aiutasse ogni uomo sulla terra ad ascoltare e a far propria la Sua volontà di Creatore e di Legislatore: "Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze" (Dt 6, 5 ); "amerai il tuo prossimo come te stesso?" (Lv 19, 18). E perché nel tempo sofisticate restrizioni mentali e involute filosofie del linguaggio non offuscassero e non equivocassero la Sua legge di amore decise di esplicitarla Lui Stesso nelle sue applicazioni pratiche. E l'umanità attraverso Mosè ebbe i suoi 10 Comandamenti scalpellati sulla pietra, ma da sempre ben incisi nel cuore dell'uomo e perciò presenti come pagliuzze d'oro in tutte le culture e in tutte le religioni.
E nella pienezza dei tempi Dio ha mandato sulla terra perfino Suo Figlio a confermare e a sublimare i 10 Comandamenti col discorso della montagna. Ma ci fu chi si diede da fare a toglierlo di mezzo. Gesù accettò liberamente la morte per amore di ogni uomo e dopo la Sua Risurrezione decise di rimanere in mezzo a noi a operare con amore e a parlare di amore. Ora, dopo 2 millenni di presenza viva e palpitante dell'Uomo-Dio, dell'Amore fatto Uomo, fra noi c'è qualcuno in questi giorni che osa parlare di "fallimento" di Dio, non esssendo Egli riuscito a sconfiggere l'odio sulla terra. Ho sentito anche affermare che a Dio la situazione è sfuggita di mano. Quanto siamo piccoli e come siamo lontani dalla Mente e dal Cuore di Dio!
Penso al momento in cui noi genitori ritroviamo i nostri figli delusi, depressi e malandati, a volte anche con brutte ferite. Se avessimo loro impedito di correre dietro a sciocche e pericolose illusioni saremmo stati da loro ritenuti autoritari e ingiusti e forse avremmo perso per sempre il loro amore. Abbiamo invece rispettato la loro dignità di persone capaci di pensare, la loro libertà di sbagliare, rimanendo però sempre presenti nella loro vita, trepidando, soffrendo e pregando nel profondo del cuore perché non si facessero troppo male nei loro percorsi sbagliati. E quando finalmente i nostri figli tornano ad alzare, senza parlare, lo sguardo verso noi, noi non siamo capaci di fare altro che chinarci senza parlare a baciare e a curare ad una ad una le loro ferite. E nel nostro amore i nostri figli ritrovano l'ossigeno per continuare a sperare, la luce sufficiente per vedere con chiarezza perché hanno sbagliato, la forza nuova per reimpostare con coraggio la vita e imboccare un nuovo percorso.
In questi giorni ogni tanto incontro qualche amica che mi dice che ha deciso di rinunciare a sapere, ad essere informata su quanto accade nel mondo, perché ha bisogno di stare tranquilla e serena. Io invece voglio sapere perché non voglio risparmiarmi il peso della sofferenza che grava sull'umanità intera. Ma non mi limito a soffrire, ad essere lacerata, trapassata da parte a parte, come le torri gemelle. Prego e offro al Padre, insieme alle sofferenze di Suo Figlio, quelle di tutta l'umanità. E mentre prego chiedo perdono per i peccati contro l'amore miei e non miei e spero con tutto il cuore che sia finalmente arrivato il momento giusto in cui tutti, ma proprio tutti sulla terra, dopo aver disatteso chi in un modo chi in un altro con tanta leggerezza la legge dell'amore, delusi e mal ridotti come i nostri ragazzi svagati, alziamo senza parlare gli occhi verso il Padre e incrociamo il Suo sguardo.
La salvezza di ciascuno di noi e di tutta l'umanità penso stia proprio in questo nostro alzare con umiltà lo sguardo al comune Creatore, Legislatore e Padre. Il Suo amore sanerà in fretta le nostre ferite, curerà la nostra miopia, ci renderà docili e forti nel reimpostare la nostra esistenza per imboccare il giusto sentiero. E capiremo nel profondo del cuore che a Dio non è mai sfuggita di mano la nostra situazione individuale e collettiva, che Egli non ci ha mai perso di vista, ma ha sempre vegliato su noi perché lontani da Lui non ci facessimo troppo male. E soprattutto avremo la certezza che, se Lui ha permesso che toccassimo il fondo delle conseguenze delle nostre scelte insensate è solo perché vediamo chiaro che lontani da Lui siamo pesci fuor d'acqua, tralci staccati dalla vite, bambini privi di amore di cui hanno bisogno vitale.
A questo punto una seconda proposta strettamente legata alla prima: perché sinceramente e serenamente non ricerchiamo insieme una piattaforma comune su cui impegnarci a costruire la nuova civiltà dell'amore? Da quanto ho detto dovrebbe essere chiaro che per me la piattaforma comune è la stessa legge dell'amore da vivere in senso verticale nei confronti di Dio e in senso orizzontale nei confronti dei propri fratelli e cioè in tutte le sue applicazioni pratiche esplicitate nei 10 Comandamenti che, proprio perché presenti in qualche modo in tutte le culture, potrebbero essere ritenuti come il patrimonio di base di tutta l'umanità.
Nella speranza di una serena intelligente collaborazione saluto tutti con affetto in Gesù e nella Sua e nostra Madre cui Dio ha già affidato il compito di coordinare le iniziative di tutti per realizzare la civiltà dell'amore in cui risiede la salvezza dell'umanità. Lori