IN PELLEGRINAGGIO A MEDJUGORJE

Mi sono ritrovata inserita in un gruppo diretto a Medjugorje, in un pellegrinaggio che non ho né desiderato né rifiutato. Nel momento però dell'imbarco ho avuto una forte repulsione a proseguire. Il fatto mi ha sorpresa, perché in fondo avevo accettato bene la decisione presa da mio marito per sé e per me di aderire all'iniziativa di una conoscente. Di fronte all'entusiasmo generale del gruppo mi sono guardata bene dal rivelare quello che mi succedeva dentro. La mia situazione è peggiorata sulla nave, soprattutto nella cabina assegnatami, giù giù in fondo, numero 100. Per fortuna il mio ricorso all'umorismo ha fatto ridere gli amici ed ha distratto me, tanto che ho trascorso la serata serenamente e, caso strano per la mia labirintite cullata malamente dalle onde, sono riuscita perfino a dormire. E dormivo veramente sodo verso le 4,30 quando mi sono svegliata improvvisamente e dolcemente come d'incanto per una immateriale presenza azzurra, un sorriso dolcissimo, una gioiosa accoglienza da parte della Vergine SS.ma che mi si è fatta sentire come la più felice padrona di casa nel momento in cui accoglie l'ospite più atteso. E in perfetto sincronismo con le emozioni visive ho avvertito parole senza suono di felice soddisfazione "Sei arrivata!" e di sollecito invito "Va' su!" che mi sono scese nel profondo e mi hanno invasa tutta di indescrivibile tenerezza.

Più in fretta che ho potuto me ne sono andata su dove mi attendeva lo spettacolo affascinante dell'aurora sul mare e sulle isole e isolette disseminate lungo la costa dalmata, viste solo e sempre sulle nostre povere carte geografiche. Lo spettacolo era bello e interessante, ma ero piuttosto distratta. Sentivo che dovevo capire, digerire, gestire il fatto immateriale che mi era appena accaduto nella minuscola cabina numero 100, fatto che sentivo più vero e più certo, oltre che di molto più bello e più coinvolgente, dello scenario pur suggestivo che avevo davanti. A poco a poco la profonda emozione ha ceduto il posto ad una dolce serenità che mi ha consentito di affrontare i miei interrogativi. Perché la Vergine Santissima mi si era fatta sentire come "Padrona di casa" in quella parte di mondo? E Lourdes, Fatima, Roma e tutti gl'importanti luoghi mariani sorti nel corso di 2000 anni? Ma non è Maria la Padrona di casa di tutta la terra? E mi risuonavano le mie stesse parole scritte nella preghiera "Dolce Figlia d'Israele": " E' la terra la tua casa e ogni uomo ti è figlio" Sulla nave, quella mattina, non sono riuscita a dare una qualche risposta ai miei interrogativi, ma ho sentito che dovevo vivere il mio pellegrinaggio in umile ascolto.

Ed ho sentito giusto. A destinazione infatti mi sono resa quasi subito conto che ero finita non in un luogo di vacanza-svago o di studio, ma solo di ascolto. Dal contatto vivo con una marea di gente di ogni razza e nazionalità, in cui per giorni mi sono ritrovata immersa e quasi sommersa, ho ricavato una forte sensazione che ogni giorno mi si va precisando e rafforzando sempre più: a Medjugorje il Soprannaturale pare si tocchi con mano, si percepisca attraverso i sensi; pare che chiunque vada a Medjugorje in umiltà alla ricerca della Verità vi si ritrovi come messo a nudo, davanti a se stesso e a Dio nella sua oggettiva situazione morale e spirituale.

Ma cosa c'è in realtà di nuovo nel povero sereno paesino dell'Erzegovina? Cosa vi si dice di veramente nuovo? Assolutamente niente rispetto a quanto Gesù da 2000 anni dice attraverso la Chiesa e nel segreto delle coscienze. La Vergine di Nazareth, come noi mamme che ripetiamo tante volte ai figli svagati e irresponsabili quello che è giusto fare, non si stanca di parlare della urgente necessità di pregare in una grande apertura del cuore a Dio e al prossimo. In particolare raccomanda la confessione una volta al mese, la S. Messa possibilmente tutti i giorni, la recita del Rosario, le opere buone, il digiuno a pane e ad acqua nel mercoledì e venerdì. A questo punto pare d'obbligo un'altra domanda: Che senso ha andare lontano per sentirsi ripetere quanto è noto in ogni ambiente cristiano? Veramente qualcosa di molto nuovo a Medjugorje c'è: da 20 anni la Vergine di Nazareth attraverso i suoi ragazzi parla al mondo intero di un grosso, meraviglioso progetto d'amore che il Padre le ha affidato, per la salvezza dell'umanità e da 20 anni in questo paesino, con una presenza direi più fisica che spirituale, è costantemente impegnata a convocare i figli da ogni parte del mondo, a formarli e ad affidare loro delle mansioni che lei stessa coordina e pilota ai fini della realizzazione del progetto stesso.

E la gente a Medjugorje l’ho sentita disponibile a collaborare con la Madre. L’ho vista attendere in fila indiana per infilarsi a turno, a 40 gradi di caldo all'esterno, nei 25 sgabuzzini in muratura, tutti uguali, larghi forse meno di un metro (da lontano li avevo scambiati per servizi igienici!) a depositare ai piedi di un sacerdote, nel Cuore del Cristo, il proprio carico di peccati e imperfezioni. L’ho vista nella dura e brutta salita al Krizevac e al Podbrdo rispettivamente per la Via Crucis e per il Rosario sotto il sole cocente e sopra le pietre sporgenti e taglienti. Parecchi, giovani e meno giovani facevano gli scabrosi percorsi a piedi nudi! L’ho vista concentrata in ginocchio sulla penosa brecciolina a sera tarda per l'adorazione al Santissimo Sacramento e di giorno per la S. Messa intorno al grande altare a ridosso della Chiesa.

La gente di Medjugorje l'ho vista profondamente immersa nella presenza di Dio e mi è parso che niente potesse distrarla. Niente, neppure lo spettacolo del sole che pulsa, esce da se stesso e si trasforma a cui io ho assistito. Eh, sì, a Medjugorje succede pure di vedere il sole che si muove e si trasforma! Prima di riferire quello che ho visto preciso che, dubitando di me, dopo l'accaduto, ho chiesto individualmente e separatamente a coloro che erano con me cosa avessero visto esattamente ed ho avuto la conferma che tutti avevamo visto più o meno le stesse cose. Provo ora a riferire.

Brillava forte il sole a Medjugorje quel giorno dei Santi Pietro e Paolo. Il cielo era completamente sereno e cioè senza nubi e senza foschia. Eravamo variopinta marea con i nostri cappellini intorno all'altare per la S. Messa quando ho visto dei gruppetti che si accennavano il sole. Subito dopo anche mio marito, deciso e concitato, più con una gomitata che con le parole, mi ha detto di guardare il sole. Ho alzato lo sguardo e al posto del disco solare ho visto un ammasso enorme di luce abbagliante! Istintivamente mi sono portata le mani sugli occhi ed ho risposto altrettanto decisa e concitata: "Attento alla retina piuttosto!" Subito dopo però ho sentito il bisogno di tornare a guardare. Al posto del sole o dell'ammasso di luce questa volta ho trovato 4 bei dischi solari che splendevano vicini fra loro nel cielo azzurro e si lasciavano vedere bene. Dopo un po' ecco di nuovo il solito sole che però si lasciava osservare con piacere proprio come fosse un gran bel fiore o un interessante gioiello. Ad un certo momento però il bel sole ha cominciato a pulsare forte e veloce e a venire fuori come da se stesso verso di noi e poi a tornare indietro dov'era. Alle pulsazioni e ai movimenti in avanti verso noi e in dietro nella sua sede  originaria è seguita una meravigliosa composizione. Dal disco solare è sembrato fuoriuscire una bianca, candida ostia gigante che si è sovrapposta al disco stesso, rimanendone però un po' distaccata, tanto che intorno all'ostia candida, per nulla diversa da quelle che riceviamo durante la comunione e che adoriamo nelle nostre adorazioni eucaristiche, c'era un sottile cerchio luminoso. Per tutto il tempo in cui è stato letto il Vangelo in tante le lingue, e chissà perché non in italiano, il sole ha dato un lungo spettacolo: ammasso di luce, semplice disco solare, 4 dischi, di nuovo un disco, pulsazioni, movimenti veloci in avanti verso noi e indietro nella sua sede naturale, trasformazione in ostia e di nuovo un solo disco solare, pulsazioni, movimenti e trasformazione in ostia e così via.

Ad un certo momento io anziché continuare a godermi felice lo spettacolo eccezionale e gratuito, ho provato rammarico perché di tutta la marea di gente che eravamo là solo pochi stavamo ammirando il sole. La massa era tutta concentrata verso l'altare. Avrei voluto gridare a tutti: "Ma per piacere guardate il sole! Non succede tutti i giorni di vedere una stella fissa che si muove!" Nella generale concentrazione il mio grido italiano sarebbe risultato oltre che inopportuno anche insensato. Ho cominciato a sperare che almeno qualche Sacerdote invitasse ad alzare lo sguardo. Niente! La massa sembrava interessata solo al grande Sole Gesù, il vero Celebrante della Messa.

A sera poi sono rimasta veramente male quando sono andata festosa incontro ad un amico per chiedergli se avesse visto il fatto grosso del sole e sono stata da lui lasciata in asso con una alzata di spalle. Ma le sue parole, il giorno dopo, mi hanno fatto pensare. "Ieri tu e tutti gli altri eravate sotto l'effetto delle emozioni che vi ha dato il sole. Beh, io ero sotto l'effetto di emozioni più grosse delle vostre. Sai che mi è successo? Ad un certo momento ho sentito che dovevo entrare anch'io in una di quelle cabine. Sai di che parlo, no? Insomma dopo una vita ho sentito di andarmi a confessare. Va bene? E chi ti trovo? Il Sacerdote dell'oratorio che da ragazzo mi ha avviato alla fede. E pensare che sono venuto a Medjugorje proprio per rivedere quella fede che da ragazzo mi ha reso felice. Ora tu capisci perché mi sono comportato così con te. Il sole, anche se lo avessi visto fare le capriole, non poteva proprio aggiungermi altro!".

Le parole dell'amico mi hanno tolto l'effervescenza che avevo e mi hanno fatto pensare che a Medjugorje la Regina della Pace, proprio come una buona, ottima Padrona di casa, ha un dono per ciascuno degli invitati. E i doni ovviamente non sono tutti uguali, sono diversi, particolari, personalizzati.

Il fatto grosso del sole, dopo le parole dell’amico, l’ho visto solo come una gran bella catechesi illustrata della Mamma: il Suo Gesù è il Sole Divino intorno a cui tutto l'universo visibile e invisibile gravita. Duemia anni fa per nostro amore Egli decise di rimanere sulla terra come Pane-Ostia, per nutrirci di Sé e renderci capaci di gravitare liberamente, per amore, intorno a Lui e ricevere la Sua Luce e il Suo Calore in cui è la nostra vita!

Sempre con lo stesso affetto in Gesù e nella Sua e nostra MadreLori