Incontrare Gesù

Nel post “Chi è veramente Gesù?” la riflessione si è conclusa con una semplice constatazione: anche gli ultimi risultati sorprendenti dei rigorosi studi su Gesù possono non aprire gli occhi a chi non crede, così come possono non aggiungere niente alla certezza di chi crede. Per sapere chi è veramente Gesù dobbiamo incontrarci con Lui.

E ora per capire cosa significa concretamente incontrare Gesù è solo giusto entrare con semplicità e umiltà nel Vangelo. C'è un episodio in Gv 9,1-38, veramente bello nella vivacità delle sequenze narrative e descrittive e dei colpi di scena, nella semplicità dei dialoghi e delle battute, nella logica limpida come acqua di sorgente, non inquinata da pregiudizi razionalistici. Si tratta di un gran bell'incontro avvenuto tra un giovane e Gesù.

Il passo di Giovanni non è proprio tra i più brevi e la sua trascrizione forse non è opportuna sia perché è difficile  che manchi nelle nostre case una Bibbia (se proprio se ne dovesse verificare l’eventualità sarebbe questa l’occasione per arricchire la biblioteca di famiglia!) sia soprattutto perché davanti al computer potremmo facilmente distrarci. Comodi, magari sdraiati sul divano con il testo in mano, dovrebbe essere più facile ricostruire le scene, comprendere le situazioni esteriori ed interiori dei personaggi e soprattutto ascoltare Gesù che parla in noi, mentre leggiamo la sua Parola.

Queste le principali sequenze dell’incontro.

1) Un giovane, nato cieco, incrocia nelle vie di Gerusalemme il gruppo apostolico con Gesù e diviene subito il centro di interesse. “Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché egli nascesse cieco?” “Né lui ha peccato né i suoi genitori…!” è la risposta secca di Gesù alla grettezza e alla miopia dei suoi che vorrebbero interpretare fatti ed eventi naturali sempre in chiave di castigo divino.

2) Strana iniziativa di Gesù: fatto chiamare il giovane davanti a Sé, gli spalma, sulle orbite del fango ottenuto con la sua saliva e con un po’ di polvere raccolta da terra.

3) Il giovane non capisce. Obbedisce però quando Gesù gli dice di andarsi a lavare alla piscina di Siloe.

4) Sorpresa. Il giovane nato cielo ci vede! Vede la luce, i colori e i riflessi dell’acqua, il verde dell’erba e delle piante, i volti delle persone…Ora può finalmente vedere il volto di sua madre e di suo padre. La sua vita è ormai cambiata.

5) Stupore e curiosità nella gente di Gerusalemme che lo conosce da sempre. E’ da una vita che se lo ritrova davanti con la mano tesa a chiedere l’elemosina! “Ma è lui?” “No!” “Sì!” “Sì, sono io!” è la risposta sicura del giovane.

6) Colpo di scena: grave stato di allarme presso i nemici di Gesù. Il giovane, appena immesso in una vita tutta nuova e quindi ancora inebriato da forti emozioni, si ritrova bersaglio delle ire dei sinedristi. Il vero odiato è Gesù, è vero, ma anche lui ha la sua responsabilità: ha cambiato senza loro permesso il suo connotato di “cieco nato”, di cieco dalla nascita e sta facendo crescere nella gente l’entusiasmo e la stima nei confronti di Gesù. Solo con il fango quell’uomo chiamato Gesù gli ha creato due occhi nuovi come solo con il fango Jahvé ha creato in Adamo tutti gli organi, muscoli e tessuti vari! E proprio come Jahvè l’uomo Gesù dice di poter disporre del sabato come gli piace, di fronte all' accusa di aver operato il miracolo nel giorno di sabato.

7) L’ex nato cieco, non si lascia turbare dalle agitazioni del Sinedrio. E’ maltrattato, cacciato dalla sinagoga, ma non si lascia minimamente sfiorare dal dubbio che quello che gli è successo possa essere stato solo un capriccio del caso. Con la sua logica molto sana il giovane continua a dire a tutti, anche agli arrabbiati delle alte sfere, che l’uomo chiamato Gesù gli ha fatto due occhi mai avuti, che quel Gesù è certamente un profeta amato da Dio anche se ha agito di sabato, perché ”da che mondo è mondo non s’è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato” e che se Gesù “non fosse da Dio non avrebbe potuto far nulla”.

8) Passato del tempo, non sappiamo quanto, il giovane incontra di nuovo Gesù. Anche questa volta è sempre Gesù che prende l’iniziativa. Il giovane ancora non conosce il Suo volto. Gesù invece lo conosce bene e sa tutto quello che gli è successo e come si è comportato con coerenza e forza nel difendere la verità. E lo premia e gli fa un secondo miracolo che è di gran lunga più bello, più emozionante e più importante del primo: gli si rivela per Quello che è, Figlio di Dio fatto uomo!

9) Prima del secondo miracolo il giovane, sulla base della sua logica umana, ha pensato a Gesù solo come ad un grande profeta. Non poteva andare oltre. Ed è per questo che è stato premiato. Dopo il secondo miracolo l'ex cieco nato, Ebreo intelligente ben consapevole che solo a Jahvé si deve l’adorazione, si getta ai piedi di Gesù e lo adora come Dio e diventa cristiano.

Nell'episodio narrato da Giovanni è descritto un incontro vero, autentico con Gesù. L'iniziativa, come risulta dal testo, l'ha presa Gesù, ma chissà quanto l'ha desiderato questo incontro il giovane cieco! Gesù non s'impone mai e se ha ha preso l'iniziativa è solo perché, leggendo nel cuore dell'uomo, sapeva molto bene quanto il giovane cieco desiderasse incontrarlo.

Se anche noi desideriamo veramente incontrare Gesù, anche per noi Gesù prenderà l'iniziativa e l'incontro ci sarà con certezza. Come sarà il nostro incontro con Lui? Difficile, quasi impossibile saperlo, anche perché nella sua inventiva divina Gesù riserva sorprese speciali sempre diverse e sempre nuove per ciascuno senza ripetersi mai. Emozioni forti e dolcissime... stupore grande e profondo... sono gli effetti immediati più comuni e anche meno importanti. L'effetto più sorprendente e più importante è invece scoprire di non essere più ciechi o fortemente miopi, di vedere finalmente chiaro su Dio, su noi e sul mondo e di ritrovarci in un colloquio d'amore con Gesù che ci cambia la vita, saturandola di pace profonda, di gioia pura, di amore vero verso tutti i fratelli.

Entrando nel tempo Gesù divise la storia in prima e dopo di Lui. Chi si lascia incontrare da Gesù vedrà sempre la sua vita ben distinta in un prima e in un dopo rispetto al suo incontro con Lui.

Saluto con affetto nello stesso Gesù e nella sua e nostra Madre