Difficile credere in Dio? No!
Ogni tanto c'è chi mi dice con un certo rammarico e una certa rassegnazione che credere in Dio è bello, giusto, ma difficile. Certo, la fede ci chiede di fidarci di Dio e Dio sfugge non solo ai nostri sensi, di cui ci serviamo per acquisire le nostre esperienze e stabilire contatti e relazioni, ma anche al nostro intelletto, facoltà naturale di cui ci serviamo per conoscere le verità naturali.
Dio non è una realtà naturale! Dio è infinitamente trascendente rispetto a noi e a tutto il creato! E sbagliamo quando parliamo di Lui ricorrendo a paragoni con esseri creati. Dio non si paragona. Egli è, è la pienezza dell’essere, l’Infinito e l'Infinito non può che essere Purissimo Spirito.
Disponiamo forse solo di un elemento per riuscire ad avere una qualche pallida idea di Dio, la luce, che però non annulla le nostre difficoltà, perché possiamo facilmente confondere la luce fisica, prodotta ad esempio dal sole o da altre fonti di energia fisica, con quella divina, che è essenzialmente spirituale.
E anche quando riusciamo a pensare Dio come Luce Soprannaturale Sorgente a Se stessa, vivente di Se stessa, operante in Se stessa e riusciamo pure a vedere immerso nel Suo Oceano infinito immateriale tutto quanto esiste nell'universo visibile e invisibile, compresi noi, sentiamo che la verità cui siamo giunti è così grande, ci supera così tanto, che a volte, smarriti, possiamo perfino ritenerla astratta. E Dio invece e tutto il soprannaturale è la Realtà più concreta che esiste.
Ma allora è difficile credere in Dio? No! A mio parere basterebbe guardarci dentro con sincerità e serenità per scoprire che la fede è connaturale al nostro essere, che nel credere in Dio noi non facciamo che dare risposta alle profonde esigenze del nostro essere “persone”. Che dei cani o gatti o scimpanzé si siano mai riuniti in un qualche convegno per discutere con i loro versi sulla opportunità o necessità di credere nel vero Dio o in un qualche dio, penso proprio non risulti a nessuno. E penso pure che non si possa che sorridere di fronte all'affermazione che la religione è solo un bisogno transitorio legato al particolare momento del processo evolutivo delle scimmie-uomini, destinato a vanificarsi nello stadio successivo delle scimmie-super-uomini.
Che l'uomo si identifichi col suo corpo può pensarlo forse solo chi non ha mai sperimentato in sé stesso il diverso spessore delle sue esigenze morali e spirituali e dei suoi bisogni tipicamente fisici e, in particolare chi non si è mai trovato contemporaneamente in profonde sofferenze morali e in forti dolori fisici. Io una volta mi sono trovata in questa situazione e conservo vivo il ricordo del mio stupore di fronte al fatto che il dolore fisico, quello di un intervento chirurgico con le successive medicazioni sempre tutto senza anestesia, non lo sentitvo, era come annullato dal dolore morale che in quel periodo sentivo ben più acuto.
L'antica saggezza del monito " uomo, conosci te stesso" potrebbe aiutarci a scoprire o a riscoprire la nostra particolare spirituale natura, meglio la nostra dignità di esseri fatti con la stessa natura di Dio, con lo stesso “alito” divino e potrebbe porci nelle condizioni di fare esperienza concreta delle meravigliose capacità del nostro spirito nel dominare e pilotare tutto il nostro essere.
Nel momento in cui faremo esperienza di quello che veramente siamo faremo anche esperienza di Dio. Messo infatti nelle condizioni di agire liberamente in noi, il nostro spirito si innalza naturalmente verso Dio proprio come si innalza naturalmente verso l'alto la fiamma di legna che brucia. E Dio che non desidera altro che incontrarsi con tutti i suoi figli in un libero scambio di amore, dona il Suo Spirito e l'abbraccio tra l'uomo e il suo Dio diviene un fatto compiuto, una dolce, meravigliosa realtà .
L'affermazione di un caro amico chirurgo cardiologo "E' una vita che cerco Dio e non l'ho ancora trovato, segno questo che Dio non esiste", continua a farmi male. Forse l'amico ha cercato Dio nei pressi di qualche valvola cardiaca proprio come uno dei primi astronauti russi, forse Gagarin, a bordo della sua astronave aveva creduto di incontrare Dio e dallo spazio aveva ritenuto subito di informare tutti sulla sua grande scoperta: "Dio non esiste. In cielo non c'è. Io non l'ho trovato".
Dio è Spirito e per incontrarci con Lui dobbiamo solo calarci con umiltà e semplicità nel nostro intimo, dobbiamo fare i conti col nostro spirito, rintracciarlo, sepolto com'è dalla nostra istintualità o avvolto nelle fitte nebbie di un mondo confuso da assurde ipotesi e idee vaganti nel vuoto e ridargli la dignità di signore, di sovrano di tutto il nostro essere, aperto alla luce della Verità tutta intera. Solo allora capiremo che "credere in Dio" non può essere difficile, perché Dio è la risposta più logica ad ogni nostra profonda esigenza e tutti abbiamo più bisogno di Lui che dell’ossigeno per respirare.
E poi non possiamo non tenere conto di un altro fatto molto importante: Dio nella sua bontà di Padre ha già provveduto a facilitare in noi, spiriti impastati di psiche e materia, un corretto rapporto con Lui, Purissimo Spirito! Giovanni ci ha informati che "Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio Unigenito, perché chiunque crede in Lui non muoia, ma abbia la vita eterna" Gv 3, 16.
Il Figlio di Dio, l'Eterno Verbo attraverso cui tutto e tutti siamo stati fatti, per solo amore ha velato i fulgori della Sua divinità e si è fatto un debole e fragile infante, un ragazzo e giovane falegname di Nazareth, un infaticabile Maestro della Palestina, un condannato a morte, un crocifisso! Nel momento della sua risurrezione l'Uomo-Dio Gesù ha voluto che, dell'obbrobrio della croce, delle infinite ferite, lacerazioni e lividure, nel Suo Corpo tornato alla vita divinamente bello e glorioso restassero eternamente vive e aperte solo cinque testimonianze del Suo amore per noi, le trafitture ai piedi, alle mani e al costato. E dai cinque squarci, dalle cinque aperture, la Sua Luce irraggia continumente amore verso tutti per sanare l'umana cecità spirituale e salvare!
Con Gesù, Dio-Amore fatto Uomo, con Gesù Risorto da due millenni sulla terra in continua assidua ricerca di chiunque voglia aprire gli occhi e salvarsi, non abbiamo nessun serio motivo per dire che è difficile credere in Dio. Se abbiamo ancora un po' di buon senso e non odiamo la luce (ma è possibile odiare la luce?!) dobbiamo dire solo che per noi, creature speciali, una cosa soltanto è davvero è difficile, non credere in Dio! Ci basta infatti solo lasciarci trovare da Gesù e Lui con tutto il suo amore ci prende per mano e, attraverso un serio cammino spirituale nella sua Chiesa, ci conduce a dire con gioia: "IO CREDO IN DIO" come persona libera e intelligente
nella certezza che Dio ha parlato;
nella consapevolezza che ciò che Egli ha detto non contraddice la logica umana, ma la supera soltanto;
nella convinzione profonda che è bello, giusto e anche conveniente credere, perché accogliere in ossequio a Dio ciò che non è evidente e chiaro alla luce naturale dell'intelligenza significa entrare nella Vita stessa di Dio a godere di quella meravigliosa Luce Soprannaturale che illumina riscalda potenzia tutto l'essere umano e lo rende felice prima nel tempo poi nell'eterno.
Con affetto in Gesù e nella sua e nostra Madre. Lori