La torre di Babele
Cari amici, eccoci ad un altro importante episodio biblico che troviamo in Gen 11,1-9.
"Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole". Grazie alla benedizione di Dio a Noè e alla Sua alleanza la nuova umanità, sparsa su un vasto territorio, "tutta la terra", si comporta come una sola famiglia. L'originaria unità linguistica, espressa letteralmente con "un solo labbro", sta ad indicare armonia di intenti, di sentimenti, di governo, di religione.
"Emigrando dall'oriente, ....capitarono in una pianura del paese di Sennar e vi si stabilirono". Nei loro spostamenti degli uomini raggiungono la pianura di Babilonia. Nella Bibbia Sennar è un nome di Babilonia. (cf Gen 10,10; Is 11,11; Dn1,2). Il verbo ebraico "nasa" tradotto "emigrare" significa "togliere i pioli della tenda" "levare il campo".
"Il mattone servì loro da pietra e il bitume da cemento" . In questo versetto viene documentata la decisione di un bel gruppo di nomadi di fermarsi, di diventare sedentari contro la volontà di Dio che richiedeva invece di spostarsi ad ogni Suo cenno. L'autore biblico inoltre sente il bisogno di dirci perfino che per costruire, nella terra alluvionale di Babilonia, si usavano mattoni e bitume anziché pietre e calce.
"Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo". Città e torre erano due realtà inscindibili nell'urbanistica mesopotamica. "toccare il cielo" è il primo scopo di questi uomini ambiziosi. E non si tratta di un linguaggio iperbolico, ma di un linguaggio teologico. La "torre" infatti era un microcosmo che riproduceva il macrocosmo con le sue sette terrazze che rappresentavano i sette pianeti allora conosciuti e con il suo "centro" che era considerato il nesso tra il cielo e la terra. Per questo la "ziggurat" di Babilonia era detta in sumerico E.TEMEN.AN.KI. che significa "casa del fondamento del cielo e della terra" e il suo tempio E.SA.GILA., che significa "casa che alza la testa". L'espressione <alza la testa> è densa di significato.
"facciamoci un nome per non disperderci su tutta la terra". La decisione orgogliosa è in netto contrasto con il comando di Dio a Noè e ai suoi figli di moltiplicarsi e riempire la terra. Si tratta di un progetto prometeico, titanico.
"Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che gli uomini stavano costruendo". Di fronte all'ambizione degli uomini di diventare signori della storia in forma autonoma, Dio interviene, come è intervenuto nel paradiso terrestre, in difesa delle sue prerogative di Signore unico, Sovrano assoluto di tutto il creato, anche dell'uomo e della sua storia. Sottile l'ironia dell'autore: perfino le opere più gigantesche degli uomini sono così minuscole che Dio, per vederle, è costretto a scendere dal cielo.
"Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è l'inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile". L'agiografo pone sulle labbra di Dio un'articolata accusa nei confronti dei costruttori della Torre di Babele che Egli vede impegnati a formare una comunità con un governo sganciato da Lui, simboleggiato dalla città, e con una religione inventata da loro, simboleggiata dalla torre.
"....confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l'uno la lingua dell'altro". Dio impedisce la costruzione della città e della torre. Un versetto aiuta a capire il senso di questo castigo: "Disperdili, signore, confondi le loro lingue.."(Sal 55,10)
Ed ora, cari amici, qualche riflessione. Il racconto jahvista della Torre di Babele ci riferisce il castigo di una colpa collettiva che, come quella dei progenitori, è ancora una colpa di superbia. Per cogliere bene il messaggio spirituale trascendente, incarnato in questo episodio, non dobbiamo fare altro che sostituire il linguaggio antropomorfico del redattore jahvista con il nostro di tutti i giorni. Proviamoci insieme.
1) Dio, il Creatore e Sovrano assoluto di quanto esiste, ha deciso di rapportarsi con l'uomo in un modo tutto speciale, stabilendo con lui un patto di alleanza. Ha inciso in noi il Suo stesso DNA, ponendoci nelle condizioni di capire per esperienza personale che la nostra vita, il nostro bene, la nostra felicità dipendono essenzialmente dal nostro libero porci in sintonia con Lui.
2) Un'intera collettività ha deciso liberamente di sfidare Dio, di non gravitare più intorno a Lui, Vita, per avere la vita. Un'intera collettività ha deciso di gravitare intorno a se stessa e di muoversi in piena autonomia.
3) All'autodecisione di sganciarsi dalla Vita non poteva che seguire un'autopunizione: fallimento pieno, crollo rovinoso di ogni umana ambizione, morte.
Cari amici, penso che l'episodio della Torre di Babele ricordi un po' a tutti un fatto ovvio: Dio è l'unico Dominatore degli eventi umani di ogni tempo e luogo e anche le civiltà più potenti sono destinate a sfaldarsi quando prescindono da Lui o addirittura si levano contro di Lui. Tutta la Bibbia e anche ogni sana ragione ci dicono che Dio, nella sua coerenza e nel suo amore non può non portare a termine ciò che dall'eterno ha deciso per il nostro bene, qualunque sia la nostra libera scelta di fronte al suo invito a collaborare con Lui. Non sarebbe Dio se non si comportasse così!
Noi col nostro peccato di sciocca presunzione non abbiamo voluto l'unità della famiglia umana? Lui, il nostro meraviglioso Dio, sa cosa fare per realizzare in pienezza un suo obiettivo così bello e importante per noi: Gli basta solo coniugare la sua libertà perfetta, capace di volere solo e sempre il bene, con la nostra libertà imperfetta capace di volere anche il male, il nostro male.
Ed ecco che ci ha dato suo Figlio in cui restaurare l'unione dei popoli e delle lingue! In questo momento sto pensando a quanto è riferito in Apocalisse 7, 9-10 : "…apparve una moltitudine immensa che nessuno poteva contare, di ogni nazione, razza, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all'Agnello, avvolti in vesti candide e portavano palme nelle mani. E gridavano a gran voce: - La salvezza appartiene al nostro Dio seduto sul trono e all'Agnello-"
E perché non avessimo dubbi sulla realizzazione piena di un progetto così divino e così umano nello stesso tempo abbiamo avuto in dono dallo Spirito il meraviglioso evento della Pentecoste, riferito negli Atti degli Apostoli, che ci dà un anticipo di quello che vedremo a conclusione di questa nostra breve esperienza di vita terrena.
"…Venne all'improvviso dal cielo come di vento che si abbatte gagliardo…Apparvero lingue come di fuoco…furono tutti ripieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere di esprimersi. Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei osservanti di ogni nazione che è sotto il cielo. Venuto quel fragore la folla si radunò e rimase sbigottita perché ciascuno li sentiva parlare la propria lingua. Erano stupefatti e fuori di sé per lo stupore e dicevano:<<Costoro che parlano non sono forse tutti Galilei? E com'è che li sentiamo ciascuno parlare la nostra lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamiti e abitanti della Mesopotamia, della Giudea, della Cappadocia, del Ponto e dell'Asia, della Frigia e della Panfilia, dell'Egitto e delle della Libia vicino a Cirene, stranieri di Roma, Ebrei e proseliti, Cretesi e Arabi e li udiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio>>. …." (At 2, 1-12)
Cari amici, a Babilonia avvenne la confusione delle lingue cui seguì la dispersione dei popoli solo perché degli uomini ambiziosi volevano gravitare non più intorno a Dio, ma intorno a se stessi, volevano farsi un nome di fronte agli altri popoli contro il volere di Dio.
A Gerusalemme invece gli apostoli, pieni di Spirito Santo, con una rivoluzione copernicana cessarono di gravitare intorno a se stessi, ai loro interessi e alle loro paure per gravitare solo intorno a Gesù di Nazareth, al Figlio di Dio fatto Uomo, morto e risorto perché ogni uomo viva da figlio di Dio, impegnato seriamente a collaborare per realizzare il progetto d'amore per cui lui e tutti i fratelli dall'eterno sono stati pensati.
Nella speranza di aiutarci a vicenda a gravitare intorno a Gesù, vi saluto con affetto in Lui e nella Sua e nostra dolcissima Madre. Lori