Gesù si fa battezzare da Giovanni presso il Giordano
<<Nell'anno decimoquinto dell'impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea....la parola di Dio scese su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto. Ed egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati.>> Lc 3, 1-18
<<In quel tempo Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: “Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?” Ma Gesù gli disse: "Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia". Allora Giovanni acconsentì. Appena battezzato, Gesù uscì dall'acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui. Ed ecco una voce dal cielo che disse: "Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto" >> Mt 3, 13-17
<<Il giorno dopo Giovanni stava ...con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: "Ecco l'agnello di Dio!" E i due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù..>> Gv 1, 35-51 -----------
Cari amici, assistiamo insieme all'incontro tra Gesù e Giovanni sulle rive del Giordano. Non sappiamo se oltre questo incontro e quello avvenuto in casa Zaccaria quando Gesù e Giovanni erano ancora nel grembo materno ci siano stati altri incontri fisici. Sappiamo bene però che tutti e due gli incontri riportati dai Vangeli si sono rivelati davvero importanti, determinanti. Nel primo incontro Giovanni si è ritrovato così orientato verso il Signore che molto presto ha sentito l'esigenza di consacrarsi a Lui in una lunga e dura esperienza del deserto e il suo spirito, anzi tutto il suo essere, è presto divenuto un grande fuoco, una fiamma di puro amore per Dio e per il prossimo. Nel secondo incontro l'umanità intera ha avuto finalmente l'ora tanto attesa, quella in cui si è chiuso il tempo della promessa e si è aperto ufficialmente quello dell'adempimento della promessa, il tempo della salvezza.
L'importanza dell'incontro presso il Giordano l'ha avvertita bene anche l'Evangelista Luca. Con dati scrupolosamente esatti e facilmente verificabili con iscrizioni e storici antichi egli ha ritenuto opportuno precisare il momento in cui l'incontro è avvenuto inquadrandolo nella situazione politico-religiosa della Palestina, come per ricordarci che la storia della Salvezza si svolge all'interno della nostra povera storia umana senza mai confondersi con essa.
Regista invisibile e perfetto di ogni incontro dell'uomo con Dio, quindi anche di questo secondo incontro di Giovanni con Gesù, è la terza Persona della Trinità Santissima, eterno Abbraccio d'Amore tra Padre e Figlio, meraviglioso Maestro interiore, attivissimo sempre nel consigliarci e guidarci tutti verso la verità e la santità. Egli informa Giovanni nel deserto che la parola rivolta a Isaia "...ogni uomo vedrà la salvezza di Dio" (Is 40,3-5) sta per essere finalmente realizzata nella sua pienezza e gli conferisce l'investitura ufficiale di ultimo grande profeta dell'AT. Giovanni percorre tutta la regione del Giordano per dire a tutti con forza la necessità e l'urgenza di preparare la via del Signore, di raddrizzare i suoi sentieri, di provare dispiacere per i propri peccati, convertirsi, cambiare mentalità liberandosi una buona volta dai meschini pregiudizi che vorrebbero Dio legato a contingenze etniche e rituali e decidendosi finalmente a vivere la propria vita, ciascuno nel proprio stato, con concrete opere di giustizia. E' tale il fervore di Giovanni nel suo ministero che si raccoglie attorno a lui una folla eterogenea di persone ben disposte e preparate a ricevere la Salvezza.
E' ora perciò che Gesù esca fuori dal chiuso della sua casa, dall'oscura Nazaret di Galilea, e annunci a tutti la sua definitiva Parola. Lo Spirito Santo, il Regista invisibile, una sola cosa con Lui, lo Stesso cioè che l'ha portato sulla terra nel grembo verginale dell'Immacolata Maria, non vede l'ora che Egli si manifesti nella sua vera identità di Figlio di Dio fatto Uomo solo per salvare l'uomo. E questo è il momento giusto, perché Gesù ha circa trent'anni! A trent'anni il sacerdote presso gli Ebrei diventava idoneo al suo servizio (Num, 4,3); a trent'anni David è stato eletto re (2 Sam 5,4) ed Ezechiele ha avuto la sua vocazione di profeta (EZ.1,1). Gesù non ha ritenuto sufficiente la sua abilitazione divina basata su tutti i suoi attributi di Dio per parlare pubblicamente nelle vie della Palestina e rivelarsi Profeta, Sacerdote e Re. Ha voluto conseguire anche l'abilitazione umana, assoggettandosi a tutte le leggi e a tutte le norme ebree.
Ed eccolo finalmente il nostro Gesù che lascia la casa e va ad incontrare Giovanni presso il fiume Giordano. Lo trova e si unisce alla folla che ascolta. Ascolta anche lui umile e attento e anche lui chiede di essere battezzato proprio come un povero peccatore pentito che vede nella sua immersione nell'acqua la purificazione dai propri peccati. Ma Giovanni ci vede chiaro. Lo Spirito di Dio che ha voluto e preparato questo incontro gli rivela che il nuovo arrivato è l'atteso Messia sospirato da tanti profeti; il Sole divino intorno a cui egli gravita da sempre; il Re dei re di cui egli è l'araldo innamorato e appassionato che ha intrecciato la propria vita con la sua vita, il proprio ministero col suo ministero.
C'è però qualcosa che Giovanni non capisce. Come può il Messia chiedere di essere battezzato a lui, indegno perfino di sciogliergli i calzari? Il Messia ha il potere di battezzare nello Spirito Santo e nel fuoco e cioè con l'intervento sovrano di Dio che purifica in profondità le coscienze e trasforma uomini e donne in creature nuove, in veri figli di Dio. Come può ora presentarsi a lui, confuso nella folla, a chiedere il battesimo con acqua soltanto? Il nuovo supplemento di luce Giovanni lo riceve dalle parole di Gesù "...conviene che così adempiamo ogni giustizia".
Ora gli è tutto più chiaro. Il Messia è il Servo di Dio di cui parla Isaia, che ha la missione di realizzare la nuova giustizia che è amore verso Dio e amore verso il prossimo. Perché proprio Lui dovrebbe estraniarsi dal movimento di rinnovamento e di conversione in remissione dei peccati suscitato dal suo Spirito proprio per preparare gli uomini ad essere da Lui giustificati? Il battesimo con acqua soltanto è preparatorio, non in antitesi rispetto a quello vero in Spirito Santo e fuoco e Gesù lo chiede non per sè, non ne ha assolutamente bisogno, ma per tutti coloro che è venuto a liberare dal peccato. Gesù è il Salvatore che salva con amore e perciò non dall'alto, ma dal basso. Nonostante sia l'Innocente, vuole condividere in pieno la gran brutta e grave situazione in cui gli uomini si sono cacciati, vuole star loro accanto per irrobustirli dentro con infinita pazienza e potenziarli nelle loro capacità intellettive e volitive e aiutarli così a capire e a volere il loro bene, la loro salvezza.
E Gesù, appena Giovanni si decide a battezzarlo, entra nelle acque del fiume Giordano assumendo su di sè tutti i peccati del mondo. Con tanta umiltà e tanto dolore chiede al Padre perdono per i peccati di cui si è caricato, come fossero suoi. Il Padre non gli toglie il brutto peso dalle spalle e soprattutto dal cuore, ma lo conforta. Lo Spirito Santo, da Regista invisibile diventa visibile, esce come da dietro le quinte, riempie di sè tutta la scena e con potenza squarcia il cielo per informare che dopo la catastrofe del peccato è finalmente possibile all'uomo, attraverso Gesù, mettersi in un corretto rapporto con Dio. Attraverso il gran bel varco creato tra Cielo e terra, tra l'affascinante mondo soprannaturale e il nostro povero mondo naturale, il purissimo Spirito di Dio si mostra in forma visibile di colomba e il Padre fa sentire forte e chiara la sua voce per informare che solo attraverso Gesù è possibile far parte della nuova creazione, del nuovo Popolo di Dio.
Quando la visione cessa Giovanni capisce che la sua missione di preparare la strada al Messia può dirsi compiuta. Prima di uscire di scena però è felice di poter additare ai suoi discepoli Gesù, l'Agnello che toglie i peccati del mondo, per orientarli a Lui come primizie del nuovo Popolo di Dio.
Cari amici, l'antica preghiera "Oh se tu squarciassi i cieli e discendessi..."(Is. 64,1) è stata esaudita. Per noi è grande gioia sapere che i cieli, aperti duemila anni fa, sono ancora aperti. Tanti sono passati e continueranno a passare attraverso il bel varco, anche coloro che non hanno avuto o non avranno modo di conoscere Gesù nella sua vera identità, ma ascolteranno il Suo Spirito di Verità, Santità e Amore che non cessa mai di parlare nel segreto della coscienza.
In corrispondenza del bel varco dalla terra al Cielo da due mila anni c'è un passaggio molto sicuro e prezioso, la Croce benedetta. Col Sangue dell'Agnello senza macchia è stato scritto AMORE VERSO DIO sul braccio verticale e AMORE VERSO IL PROSSIMO sul braccio orizzontale .
Con affetto in Gesù e nella sua e nostra Madre. Lori