Gesù dodicenne fra i dottori nel tempio
<<I suoi genitori si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l'usanza; ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio e poi si misero a cercarlo tra i parenti e iconoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: “Figlio, perché ci hai fato così? Ecco, tuo padre ed io, angosciati, ti cercavamo". Ed egli rispose:”Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?" Luca 2, 41-50
Mi piace in questo episodio soffermarmi prima su Gesù e i dottori del tempio poi su Gesù e i suoi
1) Gesù tra i dottori nel tempio.
Rivedere Gesù nel tempio non mi sorprende. Egli sta crescendo in quel clima religioso in cui molto importanti sono i pellegrinaggi nel santuario ufficiale degli Ebrei. Mi sorprende invece vedere Gesù solo, a 12 anni, che con perfetta coscienza di sè prende l'iniziativa di occuparsi degli interessi del Padre suo. E quali sono gli interessi del Padre suo che con affetto filiale in lingua materna chiama "Abbà" come ogni bambino piccolo chiama il suo papà? Rimuovere per tre giorni il velo sulla sua identità di Figlio di Dio e irraggiare con la sua sapienza divina i dottori della Legge.
Vedo in questa iniziativa del Padre un'ennesima prova di amore verso il suo popolo prediletto: i dottori del tempio, esperti nell'interpretazione delle sacre Scritture, potrebbero trasmettere alle autorità e al popolo qualche raggio della sapienza divina e l'antico Israele potrebbe essere pronto fra due decine di anni ad accogliere la Verità tutta intera, l'Amore fatto uomo, Gesù, e quasi naturalmente potrebbe trasformarsi nel nuovo grande Israele con figli appartenenti alle genti di tutta la terra.
Mi sto accorgendo che tra le riflessioni mi si è incuneato un sogno: vedere gli Ebrei collaborare con il loro e nostro Gesù, attivamente, come fratelli maggiori, per creare nel mondo la civiltà dell'amore. Chiedo scusa se non mi sento di cancellare questo bel sogno che da sempre è anche nel Cuore di Dio e forse nel cuore di tutti. Non conosco l'effetto concreto che nei grandi sapienti del tempio ha avuto la presenza di Gesù per tre giorni tra loro. Luca ci parla solo del loro stupore di fronte alla sua sapienza. Mi auguro che quei bravi dottori siano andati oltre il semplice stupore. Un fatto però è certo: molte autorità religiose non hanno accolto Gesù durante il suo ministero, non tutti gli Ebrei sono divenutti cristiani e l'antico Israele non si è trasformato nel nuovo Israele. Come mai? Dio solo lo sa!
A questo punto però mi sorge spontanea un'altra domanda: quelle brave persone del tempio, ritenute esperte nelle Scritture, lo erano veramente? Conoscevano bene le numerose profezie messianiche e non hanno riconosciuto il Messia avuto fra loro a manifestare la sua sapienza? Gli Esseni, l'élite più rigorosa e più attenta fra tutti gli Ebrei a studiare i "segni dei tempi" che precedono l'avvento del Messia, proprio basandosi sul calcolo delle 70 settimane, di cui parla Daniele nel capitolo nono, hanno capito che il tempo di attesa del Messia era scaduto e hanno deciso di prepararsi all'evento straordinario ritirandosi nel deserto, come confermano gli scavi archeologici di Qumràn.
Solo loro, i tanto sapienti dottori, non si sono resi conto che il Santo dei santi era già sulla terra? Quanti interrogativi sui nostri dottori del tempio! Ma quanti interrogativi anche sui nostri dottori moderni nelle Sacre Scritture! Ho dei cari amici che si ritengono esperti nella Bibbia e conoscitori perfino dell'aramaico e che però si servono delle loro conoscenze per negare Dio e il Figlio di Dio, presente e operante da ben 2000 anni sulla terra fra noi. Com'è possibile? Come può un esperto biblico non lasciarsi inondare e permeare dalla luce della Verità, dalla gioia della Salvezza? Attraverso la Bibbia Dio ci dice dentro ciò che ha detto all'umanità di tutti i tempi, attualizzandolo e personalizzandolo, ci dà il suo Verbo Incarnato, il suo e nostro Gesù. Perché facciamo tanta fatica ad ascoltare a capire, a ricevere?
Il nostro spirito immortale, lasciato libero di nuoversi secondo le sue profonde esigenze, come fiamma di legna che brucia si innalza direi naturalmente verso il suo Creatore e Padre di cui “soffio”,”alito”, e sente la sua voce e gode del suo abbraccio di amore e incontra Gesù che è Via, Verità, Vita. Che ci costa assecondare le esigenze del nostro spirito e volere solo il nostro bene?
2) Gesù ritrovato dai Suoi.
Ho iniziato questo post dicendo che mi sorprende vedere Gesù dodicenne solo nel tempio. In questa seconda parte dico che mi sorprende molto di più vedere Gesù che, ritrovato dopo un'angosciosa ricerca di tre giorni, non dice ai suoi neppure che si dispiace per l'accaduto, anzi addirittura rivolge loro parole di rimprovero: "Perché mi cercavate? Non sapevate...?
Sto provando tanta tenerezza sia per Maria sia per Giuseppe nel momento in cui incassano le parole di Gesù. L'umanità di Gesù infante, bambino, fanciullo, preadolescente è così vera, così naturale, così perfetta agli occhi di tutti, parenti amici conoscenti, che forse anche loro si sono un po' come abituati ad accantonare nella loro coscienza la sublime verità.
Non è facile per nessuno capire Gesù, neppure per due santi come loro. Gesù è il Mistero dei misteri! Vogliono sapere Maria e Giuseppe perché il loro Gesù, sempre tanto docile e obbediente, ha preso l'iniziativa di rimanere solo nel tempio per ben tre giorni? Perché quel bambino e quel ragazzo che essi si sono abituati a vedere come loro figlio è in realtà Figlio di Dio e Dio lui stesso e a Dio non si chiedono i perché! Vogliono sapere come mai prima non si è consultato con loro? Perché Dio non ha bisogno di consultarsi con nessuno!
Maria e Giuseppe fanno bene a tacere e a conservare nel cuore le parole di Gesù. Hanno una vita per meditarle e addentrarsi almeno un po' nel grande mistero "Gesù". Ora, dopo tre giorni di intensa sofferenza, è giusto pensare solo a gioire perché il loro tesoro torna con loro a Nazaret a continuare nel loro amore la sua crescita "in sapienza, in statura e in grazia presso Dio e gli uomini".
In questo episodio spesso si pone l'accento sul fatto che Maria e Giuseppe ad un certo momento hanno perso Gesù. Maria, la santissima e Giuseppe, il giusto per eccellenza che ha meritato da Dio di vegliare sul suo Figlio, in realtà non si sono mai separati spiritualmente dal loro Gesù.
Chi invece può perdere Gesù siamo noi che non siamo santi. Il nostro spirito deve fare troppo spesso i conti con il peso e l'indolenza della nostra materia, con la cieca irruenza dei nostri istinti, con la sciocca presunzione del nostro orgoglio e spesso si ritrova in noi non signore, non pilota della nostra complessa umanità, ma un povero rimorchio trainato in direzioni sbagliate.
Per fortuna il nostro Gesù, dolce e potente Risorto, lo stesso che contempliamo dodicenne nel tempio, appena lo smarriamo, lo perdiamo di vista, ricorre a sapienti strategie per lasciarsi ritrovare e per aiutarci a rendere più saldo il nostro rapporto d'amore con Lui.
Saluto tutti con affetto nello stesso Gesù e nella sua e nostra Madre. Lori
03\08\03