Gesù annuncia il regno di Dio
L'Evangelista Marco nel capitolo 1° versetti 14-15 ci dice che Gesù, dopo che Giovanni fu arrestato, si recò nella Galilea, annunciando il Regno di Dio. L'annuncio di Gesù è condensato in due affermazioni “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino” e in due richieste molto pressanti “Convertitevi e credete al Vangelo”.
Ma cosa significa esattamente "Il tempo è compiuto"? Per saperlo prima dobbiamo verificare se siamo almeno sufficientemente informati su alcuni fatti importanti, questi:
- il tempo concesso all'umanità per la sua salvezza è iniziato appena il primo uomo voltò le spalle a Dio;
- Dio ha realizzato il suo progetto salvifico a tappe all'interno della storia dell'uomo;
- l'ultima tappa della storia della salvezza è iniziata quando l'eterna Parola, la Sapienza del Padre, si è fatta carne in Gesù di Nazareth e cioè nel periodo conosciuto come "la fine dei tempi";
- la fine dei tempi precede la fine del tempo, quindi il Giudizio finale e l'immissione dell'umanità redenta nella festa perenne, nel giorno senza tramonto, nella felicità perfetta.
Se prendiamo coscienza di questi fatti, cari amici, comprendiamo pure il peso delle parole di Gesù. Dicendo "Il tempo è compiuto" Egli ci ha informati che il Padre ha portato a compimento il suo progetto d'amore per noi. Dopo aver mandato infatti i suoi servi a dirci tutto il da fare per essere salvi, ha mandato Lui, Suo Figlio, nella veste di nostro effettivo Salvatore.
Ed ora passiamo alla seconda informazione "il regno di Dio è vicino", strettamente collegata con la prima. Il "Regno di Dio" di cui parla Gesù è contrapposto al regno di satana. Ma chi è costui? Da dove esce fuori? Anche qui ci conviene riflettere un po' sui dati ricevuti dalla Rivelazione relativi alla natura Dio e al suo modo di operare.
Dio è essenzialmente Amore e tutto il suo operare perciò è mosso dall'amore. Nella sua inventiva che supera e trascende di parecchio la nostra povera logica umana, Lui ha voluto anche la libera collaborazione delle sue creature intelligenti nella realizzazione del suo grandioso progetto salvifico, pur sapendo molto bene che in parecchie di loro le sue attese sarebbero andate miseramente a vuoto. E miseramente a vuoto sono andate subito nella creatura da Lui fatta quasi perfetta, Lucifero che non ha accettato di collaborare. Anzi ha tentato la scalata allo stesso potere divino e si è fracassato ed è diventato "il divisore", impegnato a tempo pieno a opporre all'amore l'odio e l'inganno.
Gesù, con la sua affermazione "Il Regno di Dio è vicino", annuncia con gioia che Dio, attraverso Lui suo Figlio, sta per instaurare il suo Regno di amore sulla terra nel cuore dei suoi figli. E satana? Satana e i compagni avvertono subito l'opposizione netta tra Gesù e loro e l'inizio inesorabile della loro rovina. Lo spirito immondo infatti, nella sinagoga di Cafarnao grida forte a Gesù che avanza a strappargli la vittima posseduta: "Che c'entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io lo so chi tu sei: il Santo di Dio" (Mc 1, 23-28).
Il primo intervento di Gesù sull'uomo, cari amici, è proprio la liberazione da satana. Lo so, molti state leggendo sorridenti, pazienti e forse anche divertiti. Non sono offesa. So piuttosto bene che generalmente prendiamo coscienza chiara di satana solo nel momento in cui siamo in un corretto rapporto con Dio. Sganciati da Dio, Vita, siamo sganciati, disancorati anche da noi stessi, dalla nostra vera identità di spiriti immortali in corpi di carne e siamo perciò anche estranei alla realtà sia di satana e di tutti gli spiriti delle tenebre sia delle grandi schiere di luce dei nostri meravigliosi Serafini, Cherubini, Arcangeli...Angeli Custodi.
Satana invece conosce molto bene la verità su noi, su Dio e sul suo progetto d'amore per noi e per l'umanità ed è veramente arrabbiato perché conosce pure molto bene le grandi abilità di Dio nel realizzare sempre e compiutamente tutti i suoi progetti, con la libera collaborazione di pochi, del famoso "resto di Israele". In particolare egli vede chiaro il momento in cui Dio, per tutti gli uomini di buona volontà divenuti figli nel Figlio Unigenito, creerà nuovi Cieli e nuova terra e rigenererà l'umanità da lui insozzata, indebolita, sciupata e gravemente ferita.
Come Gesù così anche la Chiesa da Lui fondata su Pietro è in lotta con Satana. Ogni esorcismo di ieri di oggi e di domani è una vittoria parziale finalizzata alla vittoria generale, alla disfatta definitiva di satana.
Purtroppo il nemico di Dio e nostro continua a volerci impressionare con la sua sempre rinnovata ferocia con cui miete vittime su vittime, in una corsa sfrenata per rovinare persone anche sensate. Cosa farei in questi giorni perché non risultasse vera la notizia che pubblicamente mi è stata annunciata alcuni giorni fa con queste parole"...un sacrificio Cristico, Redentore sta per essere compito nello Yucatan Ehecatl nella notte del 13 agosto a San Lucas Atzala, a Laderas de Volcan Iztaccihuatl... Il Redentore verrà estratto a sorte...può darsi che tu mi senta dopo Agosto e che tu non mi senta più..."
Amici, penso dovremmo essere in parecchi a chiedere al Padre di non permettere che satana abbia anche questa vittoria, che inganni dei nostri cari amici e li induca alla sciocca pretesa di provare la scalata perfino alla gloria di "Redentore del mondo" che il nostro Gesù si è acquistato col suo sacrificio perfetto sulla croce. Invito caldamente tutti, non importa se ci diciamo credenti o non credenti o diversamennte credenti, a pregare per ottenere che non avvengano più, dopo duemila anni di meravigliosa gratuita Redenzione, altri terribili delittuosi sacrifici umani. Grazie!
Ma torniamo all'unnuncio del regno di Dio. Dopo le due importanti informazioni Gesù ci sollecita a dare una risposta con due imperativi: "convertitevi e credete al vangelo".
La conversione nel linguaggio biblico non è una semplice possibilità, ma una necessità, un impegno serio di tutto l'uomo a compiere nella vita una svolta, un'inversione totale ad U, un distacco netto da un comportamento che non è quello giusto e quindi un deciso ritorno a Dio.
Nella predicazione di Gesù la conversione è logicamente inscindibile dalla fede nel suo vangelo. Il Vangelo è la lieta notizia; è il messaggio più semplice più straordinario più nuovo; è il canto gioioso più bello e più importante che ci è dato ascoltare accogliere e vivere. Credere nel vangelo, cari amici, è credere in Gesù di Nazareth che non ha abolito la legge e i profeti, ma ci ha dato la vita che i profeti hanno promesso e che la legge non è stata in capace di darci. Credere nel vangelo significa ascoltare Gesù che ci dice che la Vita di ogni uomo e di ogni popolo è Dio stesso e ci chiede di rapportarci con Lui come figli veri per far parte del suo Regno di amore, luogo naturale in cui la nostra umanità può realizzare la sua completezza e la sua perfezione.
Se crediamo in Gesù, Figlio Unigenito di Dio,siamo a tutti gli effetti anche noi figli di Dio, generati da Dio. Nella nostra condizione umana sappiamo bene che non basta essere stati generati per sentirci veri figli. Per scoprire e vivere la nostra realtà di figli è necessario prendere coscienza di essere stati generati e amati e relazionarci nell'amore con i nostri genitori. Solo così siamo veramente noi stessi, capaci anche noi di generare e amare. Voler essere madri e padri di se stessi è distruggere se stessi e ogni rapporto autentico con gli altri. Cari amici, ciò che succede nella vita umana accade anche in quella spirituale. Non possiamo dirci veri figli di Dio solo perché siamo stati creati da Dio e neppure perché non trasgrediamo nessuno dei suoi ordini. Possiamo dirci generati da Dio solo quando prendiamo coscienza di essere figli di Dio e come tali ci comportiamo. E' solo questa gioiosa certezza che ci fa accogliere la dolce signoria di Dio nella parola e nell'azione di Gesù.
Nella speranza che possiamo aiutarci a vicenda ad essere tutti figli di Dio e fratelli fra noi vi saluto con affetto in Gesù e nella sua e nostra Madre. Lori
2 Agosto 2003 - Festa del perdono di Assisi. Affido questo mio povero post al caro San Francesco