In principio Dio creò il cielo e la terra”Gen 1,1

In principio”: il termine “re’scit” significa la prima e la migliore parte di una cosa. E’ passato ad indicare l’inizio di una realtà e anche il momento preciso in cui una cosa inesistente comincia ad esistere. Qui sta a dirci che la creazione non è eterna, che c’è stato un prima in cui solo Dio esisteva.

Sulla falsariga dell’esegesi rabbinica i giudeo-cristiani alla luce di alcuni testi biblici (Gv 1, 1-3; Eb 1,1-3; Col 1,15-18;) hanno visto nel “re’scit” il Cristo stesso, Colui che è l’Alfa e l’Omega, il Primo e l’Ultimo, il Principio e la Fine (cf Ap 22, 13).

Gen 1, 2 “Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque”.

Nell’affermazione “Dio creò il cielo e la terra” è implicita l’asserzione che tutto è stato creato da Dio. Per i Semiti però l’idea del nulla era inconcepibile. Ed ecco allora che il redattore sacerdotale quando comincia a descrivere l’opera della creazione parte non dal nulla, ma da un mondo visto come “caotico ed informe” che il gesto creativo trasforma in cosmo, senza più ripetere esplicitamente che anche questo stadio iniziale del mondo non sfugge al gesto creativo di Dio. L’agiografo immagina questo universo primordiale caotico come una grande massa costituita da tre elementi: le tenebre all’esterno che fasciano tutto; l’oceano acquoso che comprende l’abisso e le acque; la terra, caratterizzata da due elementi, deserto e vuoto. Al di sopra delle tenebrose acque primordiali e ben distinto aleggia lo Spirito di Dio Creatore.

Gen 1,3-31 Con il v.3 inizia l’attività creatrice di Dio che si prolunga per 6 giorni. Essa si attua con parole e azioni, in due serie di 8 opere (4+4). Nella prima serie si preparano gli ambienti (i primi 3 giorni), nella seconda questi ambienti vengono popolati e riempiti (gli ultimi 3 giorni). Il settimo giorno Dio lo “consacra”, cioè lo separa, lo riserva a sé. La differenza dagli altri giorni emerge anche dal fatto che è giorno “senza sera e senza mattina”. E’ il giorno escatologico, il “giorno unico”, in cui non ci sarà “né luce né freddo né gelo…” il giorno eterno senza tramonto.

La distribuzione  delle opere creative viene fatta in base alla concezione naturale che gli antichi Semiti avevano del mondo: una concezione tipicamente geocentrica. La terra è immaginata come il centro dell’universo, giacente, come un’immensa piattaforma, sulla superficie dell’abisso, da cui proviene l’acqua dei fiumi. Intorno ad essa si estende l’oceano, al cui limite estremo s’innalza la solida cupola del firmamento che sorregge le acque superiori che, in caso di pioggia, filtrano attraverso “rubinetti” aperti nel cielo. Sul firmamento sono appese le stelle e si muovono il sole e la luna, su vie appositamente tracciate. Anche le concezioni biologiche e fisiche sono il frutto dell’elementare esperienza quotidiana: le piante germinano dalla terra, gli animali acquatici provengono dall’acqua, quelli terrestri sono generati dalla terra, anche se il loro elemento vitale proviene direttamente da Dio.

Il messaggio religioso che ci comunica l’autore biblico, attraverso la sua descrizione artistica della creazione  in sei giorni, è inequivocabile:

- Dio è il Creatore unico dell’universo e tutto quello che Lui ha creato è veramente buono. Il ritornello “E Dio vide che era cosa buona” ripetuto sette volte, proclama che il creato è un bene. L’opera di Dio non contiene nulla di male. Contro tutti i dualismi di tipo manicheo che tentano di dividere la realtà in due parti, quella buona e quella cattiva, la Genesi afferma che il mondo esce dalle mani di Dio Creatore positivo, ben riuscito! “Tutto ciò che è stato creato da Dio è buono e nulla è da scartarsi, quando lo si prende con rendimento di grazie”. 1Tim 4,4

- L’universo non è un’emanazione di Dio, non è quindi della sua stessa natura. Ma per il fatto che è frutto della Parola di Dio è il riflesso del Pensiero divino ed ha una finalità precisa che lo trascende.

- Il lavoro non deve esaurire il senso della vita, non deve diventare una droga o un idolo a cui dedicare tutto il tempo. E’ bene perciò che l’uomo sottragga al lavoro un giorno della settimana e lo dedichi a lodare e a ringraziare il suo Creatore e Signore dell’universo e della sua vita.

 Cari amici, letta con il cuore aperto la Parola di Dio è sempre luce che ci attraversa e ci dà gioia. “Colui che è” e cioè la Pienezza dell’Essere, la Sapienza, la Trascendenza onnipotente, l’Amore infinito, per un semplice cenno del Suo volere ha tratto dal nulla anche noi e ci ha fatti creature speciali, capaci di essere per sempre felici, prima nel tempo poi nell'eterno!

Vi saluto con affetto in Gesù e nella sua e nostra Madre nella viva speranza che possiamo aiutarci a vicenda a capire sempre meglio la Bibbia per gioire insieme per sempre . Lori