Dio chiama tutti alla Santità!
Il mio primo crocus, rispondendo alla chiamata della primavera, pur nella sua estrema fragilità è riuscito finalmente a forare la terra resa dura dal gelo del lungo inverno e timidamente si è aperto al debole sole di marzo, mostrando a me e ai miei il giallo oro del suo stame e il bianco luminoso striato di lillà dei suoi petali delicati.
Sempre silenziosa e imperiosa la chiamata della primavera, meglio, la chiamata di Dio alla Sua creazione!
"Vieni fuori!" Dio sussurra con le Sue leggi ad ogni esserino dei nostri giardini, delle nostre colline, delle nostre vallate. E come d'incanto ci ritroviamo e ci ritroveremo presto anche quest'anno estatici davanti all'esplosione di forme fantasiose e colori meravigliosi.
"Vieni fuori dal buio del nulla alla luce della vita!" Dio sussurra ai singoli esseri da Lui pensati e progettati con sapienza sublime nella Sua inventiva divina. E come d'incanto ecco nell'universo nuovi esseri sempre speciali e sempre irripetibili, ciascuno con un ruolo preciso nel progetto divino. Dio non cessa mai di chiamare e sollecito risponde ogni essere, ogni filo d'erba, ogni fiore, ogni corpo celeste...
Ma c'è una chiamata di Dio, silenziosa e imperiosa, che purtroppo molto spesso cade nel vuoto, quella tutta speciale che Dio rivolge alla sua creatura privilegiata, alla persona umana. E' la chiamata alla Santità. Pur conoscendo la nostra fragilità Dio nella Persona di Gesù continua a sussurrarci con amore nel profondo del cuore, senza stancarsi mai:
"Vieni fuori dalle tenebre del peccato, dal freddo del tuo egoismo, dal chiuso del tuo individualismo! Sorgi a vita nuova!"
Fu subito ascoltato Gesù dall'amico Lazzaro quando gli gridò forte di uscire fuori dal sepolcro. Lazzaro aveva il corpo in putrefazione da quattro giorni e l'anima nel regno della Verità e quindi non gli poteva opporre proprio nessuna resistenza.
I problemi invece cominciano quando Gesù chiede a noi, uomini e donne ancora sulla terra anche con la nostra anima, di uscire dal nostro guscio, meglio dal fosso che ci siamo scavati e in cui siamo finiti e ci comportiamo da sordi alla sua chiamata, come non avessimo proprio nessun interesse a vedere la luce per cui siamo stati fatti. Quante resistenze! E quanto dannose per noi tutte le nostre resistenze! La chiamata di Gesù dovrebbe farci vibrare, trasalire di gioia e rispondere solleciti: "Grazie, Gesù! Eccoci!"
Invece quanti ripensamenti, quanti dubbi, quanti cavilli! Ma perché così disattesa una chiamata tanto importante? Forse solo perché di Dio e di noi sappiamo niente o quasi niente!
Certo, Dio è il mistero dei misteri, ma di Lui, Oceano infinito, qualcosa possiamo sapere con certezza grazie a Gesù, Figlio di Dio fatto Uomo, che ci ha detto che Dio è essenzialmente Amore. E' noto lo scandalo che Gesù diede in Palestina nel suo scagliarsi contro le falsificazioni di Dio, contro i tentativi di ridurre Dio a giustiziere, a idolo fasciato da leggi.
Con la vita, le parole e le opere il nostro Gesù ci ha detto che Dio è Comunione di Amore e che l'uomo è stato creato "persona" (="esse ad” = essere in movimento verso l'altro) solo per essere in comunione d'amore con Dio, con le Tre Divine Persone, e quindi con tutti i fratelli.
Basterebbe prendere coscienza di questa meravigliosa verità per capire che non possiamo non rispondere alla chiamata di Dio alla Santità. Con la sua chiamata in fondo Dio ci chiede solo il permesso di aiutarci a forare, proprio come il mio primo crocus in questi giorni, la nostra realtà umana resa dura e ottusa da periodi troppo lunghi trascorsi nel freddo e nel gelo lontani da Lui, Amore, e di farci creature nuove capaci di pregustare sulla terra la gioia del Giorno glorioso senza tramonto nella Casa del Padre.
Perché mai allora non ci diamo tutti da fare per diventare santi?
La risposta è da ricercare nel potere della nostra libertà che può farci volere anche il nostro male e nel rispetto che Dio ha per noi anche nelle nostre scelte sbagliate. Proprio perché è Amore Dio non costringe, non obbliga nessuno a rispondere al Suo amore, alla Sua chiamata alla Santità.
L'amore, lo sappiamo, per sua natura non può costringere. E' esigente però e non può non esserlo. Dio, Amore infinito, è esigentissimo verso di noi, tanto che nel suo giudizio pesa ogni nostro pensiero, ogni nostra parola, ogni nostra azione. Gesù ha detto: "Io vi dico: di ogni parola infondata gli uomini renderanno conto nel giorno del giudizio" (Mt 12, 36).
Un genitore può essere esigente anche solo per egoismo. Dio no! Dio è esigente solo e sempre perché ama di amore infinito, con tenerezza infinita, perché sa che la riuscita della nostra vita dipende esclusivamente dalla nostra risposta al Suo amore, alla sua chiamata alla santità.
Ma come rispondere concretamente alla chiamata di Dio alla santità? Semplice, ci basta accogliere il suo amore nella nostra vita!
Solo così Gesù, insieme a Sua Madre con cui agisce sempre in simbiosi, penserà a guidarci passo passo, in un cammino spirituale personale e comunitario nella sua Chiesa, a nutrirci di Sè alla Mensa della Parola e della divina Eucaristia, facendosi per noi Medico paziente e sapiente che cura le nostre ferite, Cibo Divino che ci rende figli di Dio, capaci di gustare e irradiare la gioia della Risurrezione e di farci pane spezzato per i poveri di ogni genere presenti fra noi.
Nella speranza che tutti ci decidiamo a rispondere alla chiamata alla Santità, cari amici, permettetemi di dire: "Gesù, dacci il tuo Amore e ce la faremo tutti, amici e amiche dei ngs, a farci santi, a vivere in pienezza la nostra vita, nella gioia nostra e di quanti sono accanto a noi. Amen!"
Con affetto nello stesso Gesù e nella Sua e nostra Madre. Lori