Il Diluvio
Invito gli amici che incontrano tanta difficoltà a leggere questi post su “Capire la Bibbia” a ricordare quanto ho già detto e cioè che il contenuto della Bibbia è essenzialmente religioso e che di conseguenza la sua comprensione è possibile solo utilizzando una chiave di lettura religiosa, capace di farci cogliere il messaggio spirituale di Dio denudandolo, alla forma espressiva troppo lontana da noi e calandolo nella nostra realtà umana, culturale e spirituale.
Ho scritto pure che la parola umana in cui si è incarnata la Parola di Dio, nel libro della Genesi, contiene il materiale proveniente dalle tradizioni jahvista, eloista e sacerdotale. Bene, informo subito che anche nel Diluvio il redattore biblico, seguendo un metodo compilatorio, caro agli antichi, con grande disinvoltura ha intrecciato due narrazioni simili, ma divergenti fra loro in alcuni particolari, quella jahvista ricca di colore e di vita e quella sacerdotale più precisa ed elaborata, senza minimamente preoccuparsi di eliminare ripetizioni e disuguaglianze. Per evitare che alcuni amici possano impegnarsi solo a cercare le anomalie, anziché a riflettere sui passi davvero importanti, le anomalie date dai doppioni e dalle divergenze che esistono nel racconto sul Diluvio le elengo già subito io. Eccole: Il diluvio è annunziato due volte (6,17; 7,4); Noè riceve due volte l'ordine di entrare nell'arca ( 6,18-22; 7,1-2); per due volte è motivata la catastrofe (6,5; 6,11-13); due volte è narrato l'ingresso degli animali e di Noè nell'arca (7,7; 13-15); diverso è il numero degli animali nell'arca (6,19-20; 7,2); diversa infine è la durata del diluvio.
Ed ora veniamo a noi. La maggior parte degli esegeti ritiene che il diluvio biblico sia storico e cioè un'inondazione realmente accaduta, ma continua a chiedersi se esso sia stato o no universale geograficamente, zoologicamente e antropologicamente. Gli studi portati avanti finora fanno accantonare l'universalità geografica e zoologica che non troverebbe riscontro nella scienza. Sulla universalità antropologica invece si ragiona in questi termini: se il fatto del diluvio è retrodatato nella preistoria, quando l'uomo occupava soltanto una zona ristretta della terra, allora questa universalità è possibile; se invece lo si colloca nell'epoca protostorica, all'inizio del ceppo semitico, in questo caso non perirono tutti gli uomini, ma soltanto quelli che si trovavano in uno spazio geograficamente ristretto.
Confesso che non volevo neppure accennare alla storicità del diluvio perché, in base a quanto ho scritto e riscritto, quello che conta nella lettura della Bibbia è il peso che l'autore sacro dà al racconto che riferisce e nel diluvio l'autore sacro carica il ricordo di una catastrofe avvenuta in un tempo lontano da lui con un insegnamento sempre attuale sulla giustizia e sulla misericordia di Dio, sulla malizia dell'uomo e sulla salvezza accordata al giusto.
Chi poi come me accetta di appartenere a Gesù la giusta chiave di lettura di tutta la Bibbia la ricerca nelle parole stesse di Gesù che ha dimostrato di attenersi al significato che l'autore sacro ha dato al racconto. Lui ha visto nel Diluvio un giudizio di Dio che prefigura quello degli ultimi tempi. In Matteo 24, 37-42 infatti leggiamo "Come fu ai giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell'uomo. Come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e marito, fino a quando Noè entrò nell'arca e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e inghiottì tutti, così sarà anche alla venuta del Figlio dell'uomo....Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà".
Addentriamoci ora serenamente nella comprensione del racconto.
"Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che ogni disegno concepito dal loro cuore non era altro che male" Gen 6,5 Il male genera male. Il primo peccato ha generato nell'umanità la volontà assurda di gestire la propria vita a prescindere da Dio ed ecco il logico dilagare del male sulla terra.
" …si pentì di aver fatto l'uomo…" Gen 6,6 . Questo pentimento esprime in modo umano l'esigenza di santità di Dio. Il peccato è contro la natura di Dio, Amore infinito. Esiste una incompatibilità totale tra Dio e il male.
"Ma Noè trovò grazia agli occhi del Signore" Gen 6,8 Il redattore biblico ci presenta Noè come l'erede legittimo delle promesse fatte da Dio ad Adamo attraverso la genealogia dei Setiti, da Set a Noè, di tradizione sacerdotale. La genealogia nelle società a struttura patriarcale serviva a documentare l'appartenenza di un individuo ad un determinato gruppo familiare. I discendenti di Set sono ridotti a dieci, numero simbolico e nello stesso tempo corrispondente alle dita delle mani, probabilmente per facilitare la memorizzazione della genealogia stessa.
"…entrò nell'arca Noè con i figli Sem, Cam, e Iafet, la moglie di Noè, le tre mogli dei suoi tre figli…Degli animali,…di tutti gli esseri…entrarono con Noè nell'arca, maschio e femmina, come Dio aveva comandato… gen 7, 7- 9 L'arca di Noè, costruita su comando di Dio, rappresenta la promessa divina di salvezza che si è realizzata con Gesù di Nazareth, il Verbo Eterno fatto uomo, morto e risorto per salvare dal peccato e far risorgere a Vita nuova l'uomo di tutti i tempi e di tutti i luoghi. La bontà di Dio non è capricciosa. Se Dio ha pietà di Noè è solo perché Noè è l'unico giusto tra tutti i suoi contemporanei.
"Cadde la pioggia sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti".Gen7,12 La descrizione biblica del diluvio non corrisponde al modo con cui si è realmente svolta l'inondazione, ma dipende dalla visione geografica che gli antichi orientali avevano del mondo. Ispirandosi alla sua concezione cosmografica, l'autore biblico immagina che il diluvio sia prodotto dalla precipitazione della massa d'acqua che costituisce l'oceano celeste, di cui Dio apre le "cataratte" e dall'irruzione dell'acqua che forma l'oceano sotterraneo. In questo modo la terra che è immaginata come un disco piatto ancorato sull'oceano primordiale, è nuovamente sommersa dal di sotto e dal di sopra, come era prima che l'oceano superiore fosse separato da quello inferiore.
"Le acque crebbero e sollevarono l'arca … divennero poderose…e l'arca galleggiava…"Gen 7,18 "Perì ogni essere vivente che si muove sulla terra…"Gen 7,21 Il messaggio spirituale di tutto il racconto sul Diluvio è l'eterno insegnamento che Dio è santo, tre volte Santo, ed esige dalle sue creature più alte l'impegno alla santità. La decisione dell'uomo di gestire la propria vita a prescindere da Dio è la rottura dell'armonia creata da Dio, è il peccato che trascina nel disordine non solo l'uomo, ma anche le cose che entrano in rapporto con lui e ha riflessi non solo sociali, ma addirittura cosmici. Gli esseri irragionevoli sono associati per il castigo e per la salvezza ad destino dell'uomo. Dio vuole sempre la salvezza dell'uomo.
"Trascorsi quaranta giorni…Dio ordinò a Noè:- Esci dall'arca …- Noè uscì…edificò un altare al Signore e offrì olocausti sull'altare…Dio benedisse Noè e i figli e disse loro: -Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite la terra… Quanto a me, ecco io stabilisco la mia alleanza con voi e con i vostri discendenti…con ogni essere vivente che è con voi-" Gen 9, 8-11 Le leggi del mondo sono ristabilite. Dio sa che il cuore dell'uomo resta cattivo; ma egli salva la sua creazione e, malgrado l'uomo, la condurrà dove vuole. L'uomo è di nuovo benedetto e consacrato re della creazione, come alle origini, ma non è più un regno pacifico. L'età nuova vedrà la lotta degli animali con l'uomo e degli uomini tra di loro. La pace paradisiaca rifiorirà solo negli ultimi tempi.
Nella speranza, cari amici, che tutti possiamo lasciarci salvare dal nostro meraviglioso Gesù, Salvatore del mondo, vi saluto tutti con affetto nello stesso Gesù e nella Sua e nostra Madre Lori