Caino e Abele Gen 4, 1-26

Adamo si unì a Eva sua moglie, la quale concepì e partorì Caino e disse: Ho acquistato un uomo dal Signore” Eva, generando il figlio, sperimenta che la benedizione di Dio non è venuta meno, nonostante il peccato.

Poi partorì ancora suo fratello Abele” Nei confronti della seconda nascita il testo è estremamente asciutto, stringato. Abele sembra un “aggiunto” insignificante.

Ora Abele era pastore di greggi e Caino lavoratore del suolo” Le professioni dei due fratelli rappresentano i due tipi di vita dell’antichità. Caino è agricoltore e rappresenta la vita agricola sedentaria, Abele è pastore di piccolo bestiame e rappresenta la vita nomadico-pastorale.

Il sentimento religioso di Caino e Abele si esprime per mezzo del sacrificio. Si riflette qui un’esperienza universale, comune ad ogni esperienza culturale e religiosa. L’uomo ha sempre offerto sacrifici alla divinità per porsi in contatto e in comunione con essa. Caino, agricoltore, offre a Dio i prodotti del terreno da lui coltivati. Abele, pastore, riserva a Dio i primi nati del gregge che, secondo la legge ebraica (cf Es 34,19) appartenevano a Dio.

Il Signore gradì Abele e la sua offerta, ma non gradì Caino e la sua offerta. Caino ne fu molto irritato e il suo volto era abbattuto” Caino si accende di gelosia. La stessa gelosia di primogenito la ritroviamo nella parabola del figliol prodigo riferita in Luca,15.

Perché sei irritato, perché è abbattuto il tuo volto? Se agisci bene non dovrai forse tenerlo alto?”. Dio incoraggia Caino a mettersi in una disposizione d’animo positiva per essere in grado di superare la tentazione d’invidia che lo attanaglia.

Ma se non agisci bene, il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto, ma tu dominalo”. Il peccato viene descritto come una bestia feroce accovacciata alla porta, in attesa di avventarsi sulla preda.

Caino alzò la mano contro il fratello e lo uccise”. L’ammonimento di Dio non trova ascolto nel cuore di Caino, sconvolto dalla gelosia. Il male progredisce con rapidità impressionante: dopo la rivolta dell’uomo contro Dio nel paradiso terrestre ecco la lotta dell’uomo contro l’uomo. Con questo primo delitto la morte entra violentemente nel mondo.

Dov’è Abele tuo fratello?” “Non lo so. Sono forse il guardiano di mio fratello?”. Di fronte a Dio che lo interroga sulla sorte del fratello Caino, anziché mostrarsi impacciato e scusarsi, come hanno fatto Adamo ed Eva, declina ogni responsabilità e nega il suo delitto con arroganza. Un altro segno evidente che il male progredisce nell’umanità.

Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo!” Dio non può lasciare impunito il delitto. Il sangue di Abele, dal suolo su cui è stato versato, esige giustizia. Per gli ebrei il sangue è la sede della vita e la vita mana, appartiene solo a Dio.

Ora sii maledetto lungi da quel suolo che per opera della tua mano ha bevuto il sangue di tuo fratello” E’ la prima volta che un uomo viene direttamente maledetto! Il testo ebraico può essere tradotto anche: ”Ora sii maledetto dal suolo” il che autorizza a pensare che Caino sia maledetto non solo da Dio ma anche dalla terra che vuole vendicarsi per essere stata inzuppata col sangue di Abele. Questa vendetta lo obbligherebbe ad abbandonare la sua professione di agricoltore e a diventare un nomade, abitando nella steppa e nel deserto. Ciò significava perdere la garanzia d’incolumità, perché solo l’appartenenza ad un clan numeroso garantiva sicurezza all’individuo.

-Troppo grande è la mia colpa per ottenere perdono?- chiede Caino. Ma Dio assicura che chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte! Il signore impose a Caino un segno perché non lo colpisse chiunque lo avesse incontrato”

Dio, pur punendo Caino, non lo abbandona. Il segno che gli impone non è un marchio infamante, ma un sigillo di appartenenza a Lui che lo protegge. La sua vita appartiene solo a Lui.

Gli studiosi osservano che i fratelli Caino e Abele esercitano due professioni che sono tipiche dell’età neolitica (6.000 a.C.) e perciò non si confanno a uomini vissuti alle origini dell’umanità, cioè nel paleolitico inferiore (circa 600.000 anni a.C.) secondo i dati della paleoantropologia perciò propongono due ipotesi. Prima ipotesi: la storia di Caino e Abele si è verificata agli inizi dell’umanità, ma è stata rivestita con i colori neolitici. Storico è il fatto, fittizia invece la modalità con cui è raccontato. Seconda ipotesi: la storia di Caino ed Abele non è primitiva ma è stata collegata artificialmente alle origini. In questa ipotesi non solo il fatto, ma anche la modalità con cui esso è raccontato sarebbe autentica.

Ma a prescindere dal modo usato dallo scrittore sacro nel ricostruire i fatti, come in tutti i passi biblici ciò che veramente interessa il lettore della Bibbia è il messaggio religioso che trascende il tempo, lo spazio e l’agiografo stesso. In questo racconto biblico Dio ha delle verità importanti da dirci:

- l’uomo nel momento in cui diventa nemico di Dio diventa nemico anche dell’uomo, anche di suo fratello;

- l’omicidio è severamente punito da Dio, che però usa sempre pietà e misericordia verso il peccatore;

- l’uomo è sempre libero nei confronti del male: anche se è tentato violentemente al male egli può e deve opporvi resistenza.

-Non esiste la predestinazione al male.

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Saluto tutti con affetto in Gesù e nella Sua e nostra Madre Lori