Abramo (a)
Nel racconto “La Torre di Babele” abbiamo visto come il peccato di orgoglio ha posto l’umanità in uno stato di grande confusione. Ho già scritto varie volte che il peccato ci divide prima da Dio poi tra noi. Anche i costruttori della Torre di Babele col loro peccato si divisero prima da Dio poi fra loro. Ma per fortuna Dio non sta mai a guardare. Dopo la confusione e la dispersione dell’umanità descritta nel capitolo 11 della Genesi Dio prende l’iniziativa e nel vagabondare senza meta e nella confusione delle lingue in Genesi 12 si fa strada con chiarezza la via della salvezza nell’obbedienza. Ed ora come sempre un po’ di analisi del testo.
“Il Signore disse ad Abram” Tutta l’avventura di Abramo dipende da questa iniziativa di Dio. Non è Abramo che ha deciso di essere interlocutore di Dio. E’ Dio che ha scelto Abramo e gli ha cambiato il nome babilonese Abram in Abraham che significa “padre di una moltitudine di popoli”, determinando così un’importante svolta decisiva nella sua vita. Nella Bibbia il nome è elemento essenziale della personalità di chi lo porta. Il verbo “disse” è lo stesso su cui abbiamo riflettuto in “Dio disse: -Sia la luce!- e la luce fu”. Ha la stessa potenza, lo stesso peso. L’autore sacro non ci dice come si sia esplicitato il “”disse” di Dio ad Abramo. Possiamo perciò pensare ad una visione, ad un messaggio sonoro, ad un sogno profetico....
“Vattene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre”. Si tratta di un imperativo categorico che richiede, in un crescendo di sacrifici, il distacco da tutti i legami naturali, un taglio netto dai vincoli ancestrali così importanti in una società basata sulla collettività familiare e tribale! La Bibbia assegna ad Abramo due patrie, Ur nella bassa Mesopotamia (Gen11,28.31; 15,7) e Carran nell’alta Mesopotamia (Gen 12,1.4). A me viene da pensare che Abramo, partito da Ur, nei suoi spostamenti sia finito a Carran da cui poi avrebbe ripreso il cammino per raggiungere la terra di Canaan. Ma io non sono biblista. Abramo comunque appartiene al ceppo arameo e più precisamente a quella parte degli Aramei che, errando con i loro greggi nel deserto siro-arabico in qualità di nomadi, fin dal principio del II° millennio a.C., sono entrati in rapporti sempre più stretti con la popolazione insediata nella mezzaluna fertile.
“Verso il paese che io ti indicherò” Paolo ci dice che Abramo “partì senza sapere dove andava” (Eb 11,8). Dio esige sempre un atto di fiducia e di abbandono totale. Solo facendo il cammino che il Signore gli ha indicato Abramo capirà a poco a poco che la sua fiducia è giustificata. La realizzazione completa e definitiva delle promesse divine però avverrà molto tempo dopo la sua morte, con il nostro Gesù di Nazareth.
“Farò di te un grande popolo” E’ una promessa che ha dell’incredibile se si pensa che Abramo è un povero seminomade e che sua moglie è sterile. Il futuro promesso comunque lui Abramo lo vede fondato solo sulla potenza di Dio .
“E ti benedirò” Questa promessa si esplicita e si concretizza nella benedizione che comporta una serie di benefici: una grande comunione con Dio, una posterità numerosa, una terra propria, un grande nome. Quel nome che i costruttori della Torre di Babele avevano cercato di procurarsi solo con le loro forze ora Dio lo dona gratuitamente ad Abramo.
“In te si diranno benedette tutte le famiglie della terra” Abramo, da seminomade pastore, diventerà mediatore e fonte di benedizione per l’intera umanità, divenendo il più importante degli uomini che stanno fra Adamo e Gesù. Paolo ci ricorda: “Voi …i figli dei profeti e dell’alleanza che Dio stabilì con i vostri padri, quando disse ad Abramo: nella tua discendenza saranno benedette tutte le famiglie della terra“.
“Allora Abram partì, come gli aveva ordinato il Signore” Abramo obbedisce senza proferire parola, in una umile docilità e in una grandiosa semplicità.
“Abram aveva settantacinque anni”. L’età del patriarca Abramo ha una portata soprattutto teologica. Il numero 25 indica l’osservanza della legge: Abramo viene chiamato a 75 anni (3x25), ha un figlio a 100 (4x25) anni. La storia di Abramo non è una biografia. Quello che interessa all’autore sacro è soprattutto il periodo della vita del patriarca in cui fa la sua irruzione Dio.
vv 5-6 “Abram dunque prese la moglie Sarai…e s’incamminarono” Abramo con i suoi percorre tutta la Palestina attraverso Sichem, Betel, fino a l Neghev.
“nel paese si trovavano i Cananei” Abramo non trova la Palestina vuota, ma dominata dai Cananei e lui vi deve vivere come pellegrino e straniero.
“Il Signore apparve ad Abram e gli disse” Qui il Signore appare ad Abramo e gli promette di dare alla sua discendenza la terra in cui già sta e gli chiede ancora di credere, di fidarsi di Lui.
“Allora Abram costruì in quel posto un altare al Signore” E’ il riconoscimento dell’azione provvidente di Dio e del suo dominio divino su quella regione.
Cari amici, mi conviene concludere qui questa parte su Abramo. L’avventura del nostro Patriarca penso piaccia a tutti perché fa luce su delle verità molto importanti per tutti, queste:
- Dio chiama sempre i Suoi figli a collaborare con Lui nella realizzazione dei i Suoi progetti;
- ogni vera vocazione sgorga da un incontro personale con Dio. Ho sottolineato l'iniziativa gratuita di Dio nell'incontro tra Abramo e Dio. Ma penso sia chiaro a tutti che se Dio ha scelto Abramo è solo perché ne conosceva molto bene la disponibilità a lasciarsi da Lui incontrare e guidare nell'arduo cammnino di fede che lo ha reso davvero grande, padre di molti popoli;
- Dio nel Suo incontro con noi agisce sempre da protagonista, irrompendo nella nostra vita e spesso sconvolgendola attraverso vie e modalità inedite e imprevedibili, senza mai offrirci né polizze assicurative, né motivazioni evidenti, né tanto meno prospettive trasparenti, ma limitandosi solo a chiederci di fidarci semplicemente di Lui.
Nella speranza che tutti ci rendiamo disponibili a lasciarci incontrare da Dio per capire la nostra particolare personale vocazione e ci decidiamo a rispondere ad essa, senza pretese, fidandoci solo di Lui, Padre meraviglioso che ci ama come nessuno è capace di amarci vi saluto con affetto nel nostro Gesù e nella Sua e nostra Madre. Lori